Tudor vintage
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Orologi Tudor vintage
Tudor nacque dall’idea di Hans Wilsdorf: abbinare casse di livello Rolex a movimenti affidabili. Il risultato furono orologi-strumento dall’aspetto affilato, capaci di sopportare maltrattamenti e, senza clamore, di posizionarsi sotto il grande nome di Ginevra. Gli acquirenti spaziavano dai subacquei ai viaggiatori, uomini e donne. Oggi il cliente tipo è un appassionato ad alto reddito che cerca provenienza senza ostentare, un orologio che funzioni sia come orologio di tutti i giorni sia come spunto di conversazione.
La storia inizia con gli orologi subacquei. I primi Submariner 7922, 7924 Big Crown e 7928 Small Crown fissarono il tono, seguiti da 7016 e 7021. I successivi 9401 e 9411 introdussero le lancette Snowflake collegate all’impiego da parte della Marine Nationale francese, mentre 79090 e 79190 portarono la linea negli anni ’90. I cronografi si divisero in due famiglie celebri: i Monte Carlo 7031, 7032, 7033 e i 7149, 7159, 7169, poi la serie automatica Big Block 79160, 79170, 79180 e le 79260, 79270, 79280. I modelli eleganti e da tutti i giorni come Oyster Prince e Oysterdate mostrano un lato raffinato, il Ranger porta il carattere dei field watch, e l’Advisor aggiunge una sveglia. Sebbene la maggior parte sia fuori produzione, il loro DNA vive nei Tudor moderni, dalle lancette Snowflake allo Scudo che sostituisce la Rosa.
I dettagli fanno la differenza. Molti esemplari iniziali utilizzano casse Oyster, corone e fondelli Rolex e bracciali con rivetti o a maglia piegata. I vetri sono in acrilico o plexi. Le lunette spaziano da girevoli a bidirezionali fino a tachimetriche, con inserti in bachelite e caratteri spessi che spesso invecchiano fino a una desiderabile scoloritura “fantasma”. I quadranti sono gilt, opachi o tropicali, con patina modellata dal radio negli anni ’50 e dal trizio dagli anni ’60 in poi. Le lancette si sono evolute dalle Mercedes alle Snowflake. I movimenti sono ETA o Valjoux, automatici o a carica manuale, facili da manutenere e fedeli allo spirito da strumento, con corone a vite o Twinlock, frequenti complicazioni data e occasionali diciture da cronometro. Le proporzioni restano compatte e indossabili.
Referenze da conoscere
- Submariner: 7922, 7924 Big Crown, 7928 Small Crown, 7016, 7021; Snowflake 9401, 9411, 94010, 94110; successivi 79090, 79190.
- Cronografi Monte Carlo: 7031, 7032, 7033; poi 7149, 7159, 7169 con quadranti Panda e Reverse Panda.
- Cronografi Big Block: 79160, 79170, 79180; seguiti da 79260, 79270, 79280.
- Oyster Prince e Oysterdate per un uso quotidiano raffinato; Ranger per la purezza del field watch; Advisor per la sveglia meccanica.
Prezzi e fattori determinanti
- Oysterdate e Oyster Prince: circa €3.500–€6.500, determinati da condizione e stile del quadrante.
- Submariner 79090, 79190 e Snowflake 9401, 9411, 94010, 94110: circa €8.000–€25.000.
- Primi Submariner 7922, 7924, 7928: possono superare €50.000 per esemplari originali e rari.
- Cronografi Monte Carlo e Big Block: circa €12.000–€60.000, influenzati dalle varianti Valjoux, dai quadranti Panda e dall’originalità.
- Gli esemplari di fornitura militare (ad es. Marine Nationale francese), la patina intatta e l’assenza di quadranti o lancette di servizio spuntano sovrapprezzi.
Rispetto alle uscite moderne, alcuni Tudor vintage si compravendono al di sotto del listino attuale, altri lo superano per scarsità e storia. Quel mix di heritage, evoluzione del design e fascino vissuto continua a far tornare i collezionisti.